04 - Shinto

04 - Shinto

Quando si parla della cultura italiana, è difficile comprenderla appieno senza una conoscenza, anche minima, del cattolicesimo.
Allo stesso modo, credo che riflettere sulla cultura giapponese diventi ancora più interessante se si conosce, anche solo un po', la religione giapponese.
Il buddismo è oggi una religione conosciuta in tutto il mondo, ma in Giappone, accanto al buddismo, un'altra religione è stata praticata a lungo.
Una religione propriamente giapponese, nata molto prima dell'arrivo del buddismo, radicata nella terra, nella natura e nella vita quotidiana delle persone, e formatasi lentamente nel corso di un lungo tempo.

È lo shintoismo.

Chi ha visitato il Giappone, quasi certamente, sarà stato almeno una volta in un santuario.
Passare sotto il torii, purificarsi le mani, lasciare un'offerta, giungere le mani in preghiera.
Lo shintoismo non ha un fondatore, come il buddismo, né un testo sacro unico, come la Bibbia per il cristianesimo.
Fin dall'antichità si è formato poco a poco, nella natura, nella terra e nella vita quotidiana del popolo giapponese.

Uno dei concetti centrali è quello degli Yaoyorozu no kami,  "Le miriadi di divinità".
Non significa che esistano letteralmente le miriadi di dèi.

Nelle montagne, nei fiumi, nelle cascate, nelle foreste, nelle rocce.
In ogni luogo della natura può abitare qualcosa di sacro.
Nel Giappone antico, ancor prima che venissero costruiti i santuari come edifici, era la natura stessa a fungere da luogo di preghiera.
Il kami di cui si parla qui è qualcosa di leggermente diverso dall'immagine di un dio dalle sembianze umane, così come lo immaginiamo nelle religioni occidentali.
Guardando una montagna, non è che vi si veda la figura di una divinità.
Più che considerare come divinità un grande albero o l'acqua che scorre, si tratta piuttosto di percepire, in quel luogo, in quella natura, in quella presenza, qualcosa che supera le forze umane — qualcosa di sacro.
In una colonna precedente ho scritto del "Il silenzio" e di "Lo spazio " : è quasi la sensazione che il kami abiti proprio in quello spazio silenzioso.

Intorno a noi esistono innumerevoli presenze sacre.
In altre parole, viviamo circondati dal sacro.
Questo può dare la sensazione che il mondo intero vegli su di noi, e allo stesso tempo può portare a nutrire timore reverenziale e rispetto verso tutto ciò che ci circonda.
Non trattare nulla con superficialità.
Se stessi, l'altro, le creature che vivono nella natura, i luoghi, gli spazi: ogni cosa.
Trattare con cura ciò che ci circonda.
Percepire qualcosa anche in ciò che non si vede.
In fondo, questo tipo di sensibilità non è qualcosa che si impara a memoria come un insegnamento, ma qualcosa che si è sedimentato, nel corso di un lungo tempo, nella vita quotidiana dei giapponesi.

Tuttavia, anche in Giappone, con l'avanzare della modernizzazione e dell'occidentalizzazione, questa sensibilità sembra essersi affievolita poco a poco.
E oggi, a prescindere dalla cultura occidentale o orientale, ho la sensazione che, circondati da troppe informazioni e sempre alle prese con la comprensione razionale, ci stiamo allontanando sempre di più dal sentire con i propri senses.

È proprio per questo, forse, che sempre più persone oggi si sentono nuovamente attratte dalla cultura giapponese.
Qualcosa che non si riesce a spiegare del tutto a parole, che si avverte entrando in contatto con la cultura giapponese — nelle arti marziali, nell'ikebana, nella cerimonia del tè...ecc.
Quando si desidera comprendere un po' meglio ciò che viene chiamato "lo spirito giapponese", conoscere lo shintoismo può essere una delle vie per avvicinarsi a quella sensazione.

Cos'è, dunque, lo shintoismo?

Oltre questa domanda si affaccia qualcos'altro:
il modo in cui percepiamo il mondo.
E il modo in cui ci rapportiamo a quel nostro mondo.
Mi sembra di poterne intravedere, almeno in parte, un frammento.

 

04 ― 神道

イタリアの文化を語るとき、カトリックについての知識を抜きにして理解することは、なかなか難しいのではないでしょうか。
同じように日本文化について考えるときにも、日本の宗教を少しでも知るとさらに興味深くなるのではないかと思います。

仏教は、今では世界中で知られている宗教ですが、日本では仏教と共存しながら、もうひとつの宗教が長く信仰されてきました。
仏教が日本に伝わるよりも遥か以前から、日本の土地や自然、人々の暮らしの中にあった信仰を土台として、長い時間をかけて形づくられてきた、日本固有の宗教。

それが、神道です。

日本を訪れたことのある人なら、きっと一度は神社に行ったことがあるでしょう。
鳥居をくぐり、手を清め、お賽銭を入れて、手を合わせる。
神道には、仏教のような創始者も、キリスト教の聖書のような一冊の聖典もありません。
古代から、日本の自然や土地、人々の暮らしの中で、少しずつ形づくられてきました。

その中心にあるもののひとつが「八百万の神」という考え方です。
800万の神様がいるという意味ではありません。

山にも、川にも、滝にも、森にも、岩にも。
自然のさまざまな場所に、神聖なものが宿る。
古代の日本では、神社という建物ができるよりも前から、そうした自然そのものが祈りの場所になっていました。
ここでいう「神」は、私たちが西洋の宗教でイメージするような、人間の姿をした神様とは少し違います。
山を見たとき、そこに神様の姿が見えるわけではありません。
大きな木や、流れる水そのものを神様として見るというよりも、その場所、その自然、その存在の中に、人間の力を超えた何か、神聖なものを感じる。
以前のコラムで「沈黙」や「余白」について書きましたが、正にその沈黙の空間に神が宿っている感覚です。

自分たちの周りには、無数の神聖なものがある。
言い換えれば、私たちは神聖なものに囲まれて生きている。
それは、世界が自分たちを見守ってくれているような感覚にもつながるかもしれないし、同時に周りにあるものすべてに対して、畏れや敬意を持つことにもつながっていく。
すべてを粗末に扱わない。
それは、自分自身であり、相手でもあり、自然の中に生きる生き物でもあり、場所であり、空間であり、すべてのもの。
身の回りのものを丁寧に扱う。
目には見えないものにも、何かを感じる。
そうした感覚は、教えとして頭に覚え込ませるものではなく、長い時間をかけて、日本人の暮らしの中に染み込んできたものなのかもしれません。

しかし日本でも近代化や西洋化が進む中で、そうした感覚は少しずつ薄らいできました。
そして今では、西洋文化、東洋文化に関係無く、私たちはあまりにも多くの情報に囲まれ、頭で理解することに追われ、自分の感覚で感じることから更に遠ざかっているような気がします。

だからこそ、今あらためて日本の文化に惹かれる人が増えているのかもしれません。
武道、華道、茶道など、日本の文化に触れたときに感じる、言葉では説明しきれないもの。
そこにある「日本人のスピリット」と呼ばれるものを、もう少し理解したいと思ったとき、神道について知ることは、その感覚に近づくためのひとつの道なのではないでしょうか。

神道とは何なのか。

その問いの先には、
世界をどう感じるのか。
そして、その自分の世界と、どう向き合うのか。
そんな感覚の一端が見えてくるような気がします。